Lunghi capelli rossi, occhiali vintage e camicia bianca di rigore, un mese fa Caroline Drucker, manager della piattaforma musicale Soundcloud, ha incendiato con la sue parole l’evento «Ignite» di New York, un format di mini-conferenze sulle idee che cambiano il mondo. In 5 minuti e 20 slideshow la trentenne canadese ha illustrato al pubblico di innovatori una proposta per ridurre la discriminazione delle donne nel mondo hi-tech.
Quello che si crede giusto e futuribile è in realtà un settore in cui — al di là di casi più che altro mediatici come Ginni Rometty, ceo di Imb, il presidente di eBay Meg Whitman, Sheryl Sandberg, direttrice operativa di Facebook — secondo il Center for Women’s Business Research solo l’8% delle start-up sono varate da donne.
«Si potrebbe cominciare a non usare la parola “girls”, ragazze, quando parliamo del nostro lavoro e chiamarci per quello che siamo: “women”, donne», ha detto Drucker suscitando reazioni rumorose in sala.
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